Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 20 maggio 2012

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 16,15-20.

Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.
Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove,
prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.

  

Oggi la chiesa celebra la festa dell'Ascensione. Quaranta giorni dopo Pasqua si celebra l'Ascensione di Gesù e cinquanta giorni dopo la Pentecoste (la festa di domenica prossima). Pentecoste vuol dire proprio cinquanta giorni.

Fino al V secolo vi era un'unica festa: la resurrezione di Gesù, che comprendeva anche l'Ascensione e la Pentecoste. Dall'unico evento della Resurrezione, successivamente, sono nate le tre feste. Ma sono un unico evento: Gesù è morto e risorto, è istantaneamente salito al cielo e rimane in mezzo a noi, non più fisicamente con il suo corpo mortale, ma con il suo corpo spirituale, che è lo Spirito Santo. Allora, sono tre feste perché tre sono le sfaccettature, ma l'evento è unico: la resurrezione.
Gesù è vivo? Sì: Gesù non è rimasto nella morte, ma è vivo (Resurrezione).
E dov'è adesso Gesù? Gesù è salito al cielo (cioè è in Dio) e lascia a noi il compito di proseguire la sua opera.