Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 30 ottobre 2023

Dal vangelo secondo Luca 19, 1-10

19,1Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, 2quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, 3cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. 4Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomoro, perché doveva passare di là. 5Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». 6Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. 7Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». 8Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». 9Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza,

perché anch’egli è figlio di Abramo. 10Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore

                                                                                                                                                                 Comunità di Israele ODV - COMMENTO SU LUCA 19,1-10 DI PADRE ERMES RONCHI Lo  sguardo di Gesù libera l'uomo Zaccheo ha un handicap (la bassa statura) e  un desiderio (vedere Gesù) e,

 

In tutti i secoli, i cristiani a volte si sono sentiti “migliori” degli altri, che erano peccatori. Lc riporta questo brano per ricordare ai cristiani, del suo tempo e di ogni tempo, che Dio non ricorda agli uomini i loro peccati (“Hai fatto questo, hai fatto quello… vatti a confessare… non sei in grazia… non ti vergogni…”) e che Gesù stesso è venuto proprio per gli ultimi: i peccatori, i poco di buono, gli indesiderati e quelli considerati impuri.

Gesù stesso fu molto giudicato e non accettato per questo suo comportamento sovversivo. Dio è amore. Dio non porta la purezza ma l’amore: il che è molto diverso. L’amore salva; il giudizio condanna. Il giudizio è superiorità. E per amare per davvero bisogna essere senza giudizio.

 

5,1ENTRÒ NELLA CITTÀ DI GERICO E LA STAVA ATTRAVERSANDO,

ENTRÒ NELLA CITTÀ DI GERICO…=Gesù sta andando verso Gerusalemme. Gerico si trova ad una trentina di km da Gerusalemme (10,29-37) lungo una grande via di comunicazione. Proprio per la sua posizione è un punto strategico dell’amministrazione romana. Per questo a Gerico è facile incontrare funzionari imperiali, uomini dell’esercito ed esattori. I pubblicani acquisivano l’appalto della riscossione dei dazi dai Romani e ne guadagnavano a dismisura. Per questo erano giustamente odiati dalla gente che veniva defraudata.

Ma Gerico è anche la città di frontiera che Israele ha dovuto passare (le famose mura di Gerico che crollano) per entrare nella Terra Promessa (la libertà). Vuoi essere libero? Devi entrare, attraversare, questa Gerico. Quale? Non attaccarti alle cose e alle persone. A Gerico Gesù incontra Zaccheo. Ma chi è Zaccheo?

 

2QUAND’ECCO UN UOMO, DI NOME ZACCHEO, CAPO DEI PUBBLICANI E RICCO,

Zaccheo è un caso disperato: ricco e capo dei pubblicani!

QUAND’ECCO UN UOMO=Zaccheo è sempre un uomo per Gesù (e non un peccatore!)

DI NOME ZACCHEO=il nome Zaccheo vuol dire “giusto, puro”. Ma se c’era una cosa che Zaccheo non era, era che fosse puro. Era tutto ma non puro. E nessuno certamente lo vedeva puro. Gesù però sa vedere cose che altri non vedono. Questa è la grandezza dell’amore: vedere il cielo sotto le nuvole. Anche se fuori non sembra, anche se sembri “un figlio di buona donna”, anche se sembri un pervertito o quant’altro, Dio vede la tua parte pura e giusta, la tua bontà e la tua verginità. Per quanto sgualciti, strappati o rovinati siano, 50 euro rimangono 50 euro. Il tuo valore e la tua dignità di uomo non viene mai meno, per quanto accada nella vita.

 

CAPO DEI PUBBLICANI=i pubblicani erano gli esattori delle tasse. L’esattore vinceva, attraverso un appalto, il posto, la dogana, per esigere le tasse e poi poteva mettere i prezzi che voleva. Normalmente erano dei ladri autorizzati. Per questa categoria, sia perché rubava, ma soprattutto perché era in combutta con il dominatore romano, non c’era assolutamente speranza di salvezza.

Scrive il Talmud che, anche se un esattore delle tasse (quello che va con il nome di pubblicano) volesse convertirsi e quindi salvarsi, non gli sarebbe possibile, perché, per convertirsi, dovrebbe restituire quattro volte quello che ha rubato e sarebbe praticamente impossibile rintracciare tutte le persone a cui ha rubato. E sarà per questo che Zaccheo restituirà quattro volte tanto: “Sì, adesso la salvezza è possibile”.

Dire pubblicano era dire “immorale, impuro”; dire ad uno: “pubblicano”, era come dirgli “falso, ladro, traditore”. I pubblicani erano per gli ebrei quello che gli ebrei erano per i nazisti: gente da eliminare, da sterminare.

Se è pubblicano vuol dire che è escluso da Dio. Zaccheo non solo è un pubblicano, ma ne è il capo: è il più ladro di tutti. E tutti lo sanno! Zaccheo è un poco di buono, un infedele (venduto ai Romani), un peccatore. E quando gli dicono: “E’ andato ad alloggiare da un peccatore”, in realtà dicono la verità. Zaccheo era così ricco perché aveva così rubato.

E RICCO=è anche ricco (come capo dei pubblicani non poteva che non esserlo!): ma che Lc lo specifichi è importante perché i ricchi, nel vangelo, sono esclusi da Gesù. Il ricco (=colui che si attacca alle cose, alle proprietà, alle persone) non può seguire Gesù.

L’unico fallimento di Gesù con chi l’ha fatto? Con il giovane ricco (ed ha fallito non perché era giovane!). Ha avuto successo con i pubblicani, le prostitute, i ladri, con tutti eccetto che con: 1. I ricchi di soldi (giovane ricco) e 2. Con i ricchi di certezze (farisei e i dottori della legge). Perché un ricco crede di possedere dei beni e, invece, sono i beni a possedere lui. Nella comunità di Gesù c’è posto per i signori (coloro che servono) ma non per i ricchi; c’è posto per chi dona ma non per chi trattiene.

 

3CERCAVA DI VEDERE CHI ERA GESÙ, MA NON GLI RIUSCIVA A CAUSA DELLA FOLLA, PERCHÉ ERA PICCOLO DI STATURA.

CERCAVA DI VEDERE CHI ERA GESÙ=anche Erode, dopo aver fatto decapitare il Battista, cercava di vedere Gesù (9,9) e si diceva: “Ma come, il Battista l’ho ucciso io, chi è questo (di Gesù infatti dicevano che era Giovanni Battista resuscitato dai morti)?”.

Cercare di vedere, esprime un desiderio: c’è un’insoddisfazione, un tormento, un’inquietudine, una irrequietezza e si cerca di trovare qualcos’altro, perché quello che si ha, per quanto sia, non basta più.

Zaccheo ha tutto, ma quel tutto che ha non gli basta. Infatti la felicità non sta nelle cose ma nei valori. Le cose sono uno strumento per raggiungere i valori, ma non sono i valori (ciò che vale per te).

Tu desideri avere una moto. E’ un buon desiderio, ma è solo uno strumento. Perché raggiunta la moto, che fai? Che te ne fai di una moto senza compagnia? In realtà tu non desideri la moto ma dei valori che con la moto puoi vivere: l’amicizia, l’avventura, la libertà. Non la moto, ma ciò che è dietro la moto.

Tu vuoi una casa. E’ un buon desiderio ma è solo uno strumento. Casa vuol dire famiglia, amicizia, amore, comunicazione, intimità, protezione, ecc. Quando avrai la casa non ti basterà più. Non la casa, ma ciò che è dentro la casa.

Tu vuoi sposarti. E’ un buon desiderio ma il matrimonio è solo uno strumento. Ciò che cerchi è l’amore, la tenerezza, l’intimità, la comunicazione, la paternità, ecc. Il matrimonio è solo un mezzo, ma non ti fa felice solo perché ce l’hai.

Non sono le cose che fanno felici ma i valori, ciò che è dentro le cose e che non si può comprare. Per questo Zaccheo è insoddisfatto e per questo “cerca di vedere” qualcos’altro. Per questo farà qualcosa di diverso nella sua vita (lascerà il banco delle imposte per andare a vedere Gesù).