Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 30 giugno 2019
Dal Vangelo secondo Luca 9,51-62

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

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Nell’A.T., satana è un buon diavolo, un funzionario onesto di Dio, con un compito ben preciso. Infatti “il satana” si occupa degli interessi di Dio, è un suo collaboratore e Dio lo tratta con affabilità (Gb 1,7). La sua residenza è il cielo e fa la spola verso la terra per spiare il comportamento degli uomini e poterli accusare di fronte a Dio.

Da tener presente che nell’A.T. (eccetto una volta in 1 Cr 21,1) mai satana è un nome proprio, ma appare sempre “il satana”, cioè l’accusatore. Indica, quindi, una funzione: era il pubblico ministero che denunciava le colpe dell’imputato (Zc 3,1). Quindi satana è un solerte ministro di Dio. Satana, quindi, era “l’occhio del re”, l’ispettore che doveva sorvegliare in tutto il regno per poi riferire al suo sovrano, Dio, e così premiare o castigare gli uomini.

Il Dio dell’A.T., che non è il Dio di Gesù, tant’è vero che Gesù chiamerà il “suo” Dio, Padre e mai Iahwè, è un Dio così: un padrone che ti premia se fai il bravo e ti punisce se sgarri. Dio, insomma, è un Grande Spione, è il Grande Fratello, è l’Occhio che ti vede sempre! Il Dio dell’A.T. è così: “Ti ho beccato, caro!; Pensavi di farmela!; A me nulla sfugge”.

D’altronde mia nonna mi diceva sempre: “Dio ti vede sempre e dappertutto”, ed era indice che se facevi qualcosa che a lui non piaceva, c’era sempre la telecamera pronta a videoregistrarti. Il Grande Fratello ha copiato dal Dio dell’A.T.! Gli apostoli vedono Dio così: “Se non fai come vuole lui, lui manda il suo angelo dal cielo e ti brucia, ti distrugge, ti consuma”. E, infatti…

Quindi, il satana dell’A.T. è il Signor Gossip di oggi, è lo Spione, la Spia, il Grande Fratello, il Signor Pettegolezzo, che va a dire a tutti (lì era a Dio) cosa uno fa.