Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 09 giugno 2019
Dal Vangelo secondo Giovanni 14,15-16.23-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

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Oggi la chiesa celebra la festa di Pentecoste. La Pentecoste (prima lettura/centro festa)=50 giorni. La Pentecoste era una festa cananea: la festa della mietitura. Quando gli ebrei giunsero in Palestina la assunsero. Il centro del rito consisteva nell’offerta a Dio delle primizie del raccolto (Dt 23). Poi gli ebrei inserirono questa festa nella loro storia della salvezza e così a pentecoste celebravano il dono della legge sul Sinai a Mosè e a tutto il popolo ebraico.

Per i cristiani, invece, la Pentecoste è la discesa dello Spirito sugli apostoli. Dio è presente in loro in un’altra forma. Già questo ci aiuta a capire che il vero comandamento non sono più i Dieci Comandamenti ma l’ascolto dello Spirito. Fede non è eseguire (comandamento), ma permettere al Dio in me di vivere secondo la sua forma.

 

Cosa sta succedendo nel vangelo di oggi? Gesù è morto e gli apostoli sono presi dalla paura: che accadrà adesso? Possiamo capire tutta la loro paura e i loro dubbi: “Gesù se n'è andato, è morto: cosa ne sarà di noi, adesso che il maestro, il nostro capo, è morto? Gesù era Gesù, noi siamo noi: come possiamo pensare di continuare noi il suo messaggio? Gesù lo hanno ucciso: noi abbiamo paura. Faranno anche a noi ciò che hanno fatto a lui?”. Per loro questo è un momento di crisi forte, profonda, radicale, decisiva. Gli apostoli si chiedono: “E adesso, che si fa?”.

 

Il vangelo di oggi sono alcuni versetti del capitolo 15: sono un taglia e incolla di versetti che riguardano lo Spirito Santo che staccati dal loro contesto sono un po’ monchi.

 

14,15 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti;

r SE MI AMATE OSSERVERETE I MIEI COMANDAMENTI=qui Gesù parla volutamente di comandamenti perché gli ebrei avevano i Dieci Comandamenti e i 613 precetti. Gesù è stato molto chiaro. Vi è solamente un comandamento che tra l’altro non si può comandare: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,34-35).

r COMANDAMENTO NUOVO=nuovo in greco si può dire neos che significa un altro “aggiunto nel tempo” (ho una bicicletta e me ne regala una di nuova, cioè un’altra). Oppure si può dire con kainos che vuol dire nuovo nel senso di qualità: “E’ un’altra cosa!” (prima avevo una bicicletta e adesso ho una moto nuova: è su di un altro livello, di un’altra qualità). Gli ebrei avevano già i 10 Comandamenti e Gesù non ne dà un undicesimo. Avevano già 613 di regole da seguire, bastavano quelle: erano più che sufficienti! Gesù non aggiunge, ma toglie.