Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 10 magio 2020

Dal vangelo secondo Giovanni 14, 1-12

14,1Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? 3Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. 4E del luogo dove io vado, conoscete la via».

5Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». 6Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

8Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? 10Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

12In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.

Parola del Signore

                                                                                                                                      Quinta Domenica di Pasqua - Gv 14,1-12 - Arcidiocesi di Vercelli

 

Nel vangelo di oggi Gesù sta salutando i suoi discepoli. Nel capitolo precedente (Gv 13) Gesù non solo ha lavato i piedi ai suoi discepoli, ma anche detto che sarà tradito (Gv 13,21), che rimarrà ancora per poco con loro (Gv 13,33) e che sarà glorificato fra poco (Gv 13,31-32). E tutti capiscono: Gesù sta per morire. Allora i discepoli sono terrorizzati: per questo Gesù cerca di rassicurarli.

Gesù vuole fare comprendere loro un paradosso: che la sua morte non sarà una perdita ma un guadagno, non un’assenza ma una presenza ancor più intensa. Che non devono aver paura perché, se prima era presente fisicamente, adesso lo sarà ancor di più interiormente, dentro di loro. Ma i discepoli (e questo vangelo lo esprime bene) sono pieni di dubbi e di perplessità.

 

14,1 NON SIA TURBATO IL VOSTRO CUORE. ABBIATE FEDE IN DIO E ABBIATE FEDE ANCHE IN ME.

Dicendo questo Gesù li rassicura: Dio è con me. Per questo potete aver fede in Dio e aver fede anche in me.

 

2 NELLA CASA DEL PADRE MIO VI SONO MOLTE DIMORE. SE NO, VI AVREI MAI DETTO: “VADO A PREPARARVI UN POSTO”?

NELLA CASA DEL PADRE MIO VI SONO MOLTE DIMORE=Gesù dice che nella casa del Padre suo ci sono molte dimore. Ma bisogna ben capire cosa si vuol dire qui.

NELLA CASA=casa in greco si può dire 1. oikos=abitazione (da cui economia) oppure 2. oikia=famiglia, focolare. Gv usa questo (oikia): non è una casa quindi, un posto materiale, ma una dimensione, un’intimità. Quindi la casa del Padre non è il paradiso (e neppure il tempio!). Questa cosa ce l’abbiamo anche noi: “È andato nella casa del Padre”: cioè è morto ed è andato nell’aldilà. Prima era nell’aldilà, poi (secondo la filosofia greca ma non il cristianesimo) l’anima è scesa quaggiù e quindi morendo ritorna lassù.

Ma questa “casa” è un “focolare”, è il luogo dove Dio c’è: in te c’è questa dimora, questa casa. Dio lo puoi trovare tutte le volte che vuoi! Tu sei la casa di Dio! Lo spiega bene poco più avanti Gesù (Gv 14,23): “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora (oikia) presso di lui”.