Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 29 novembre 2020

Dal vangelo secondo Marco 13, 33-37

13,33Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. 34È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. 35Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; 36fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. 37Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Parola del Signore

                                                                                          Parrocchia di San Valentino in Villantria » 03.12.2017 – 1^ Avvento:  VEGLIATE: VIVETE IL BRANO DI STORIA CHE VI SPETTA (Marco 13,33-37)

Mc 13 è il capitolo indubbiamente più difficile e complesso di tutto il suo vangelo. Ne è così cosciente lo stesso evangelista che proprio in Mc 13,14 scrive “chi legga capisca”, perché sa che sta dicendo qualcosa di molto complesso.

A complicare il quadro di oggi c’è la scelta di non riportare il versetto precedente che, per esempio, nel brano di oggi è quello che aiuta nella comprensione di tutto il brano. Quindi, leggiamo anche il versetto precedente (Mc 13,32), omesso dalla liturgia.

 

13,32Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre.

Prima di questo vangelo Gesù ha predetto la fine di Gerusalemme: non è un dramma, come tutti pensano, ma anzi una benedizione perché è la fine di tutti i poteri che schiacciano e umiliano.

A quel tempo i cristiani si aspettavano il ritorno del Signore (la Parusia): il Signore sarebbe ritornato e avrebbe sistemato definitivamente “le cose”. Per questo, in alcuni, vi era l’atteggiamento di passiva attesa e tutti, anche perché vivevano situazioni molto difficili, si chiedevano: “Ma quando sarà?”. E proprio perché si vivevano momenti molto difficili (era il tempo delle persecuzioni), proprio perché tutto sembrava cadere (non solo Gerusalemme ma anche le speranze e la gioia del messaggio evangelico), i cristiani ancor più fortemente aspettavano il ritorno del Signore: “Ma quando verrai?”. Per questo in quegli anni nacque la famosa espressione: “Maranathà, vieni Signore Gesù”…: “E fai anche presto”!

  1. Ma mentre i cristiani vedevano tutti questi sconvolgimenti come un disastro, una fine, il vangelo invita a vedere questi sconvolgimenti come un inizio, come un venire del Signore proprio in questi avvenimenti.
  2. E il Signore non verrà subito: e perché non verrà subito? Perché Gesù adesso c’è attraverso di loro e sono proprio loro, i nuovi cristiani, a garantire la continuità del vangelo.

 

QUANTO PERO’ A QUEL GIORNO=quale giorno? Quello della sua venuta! L’espressione “quel giorno” nel vangelo di Marco appare tre volte e sempre in relazione alla morte ed esaltazione di Gesù, cioè alla vittoria di Gesù sulla morte. Quindi la morte di Gesù non è una sconfitta, ma una vittoria.

NESSUNO LO SA…=in Mc 13,14-23 si legge che molti si arrogano il diritto di sapere quando sarà questo momento della sua venuta e del suo ritorno: ““Ecco, il Cristo è qui, ecco è là”… falsi cristi… falsi profeti” (Mc 13,21-23). In realtà nessuno lo sa! State attenti, quindi, a non seguire falsi profeti che vi preannunciano la sua venuta mentre in realtà non è così!

NESSUNO LO SA… ECCETTO IL PADRE=solo Dio sa questo, tutti gli altri no! Ma questo sapere è un sapere operante, non un sapere intellettuale: è il sapere che si è al sicuro, che si è protetti, che si è già amati, salvati, cercati, voluti, custoditi. Non è importante sapere quando sarà, quando accadrà, perché in ogni caso si è nelle mani del Padre. Quindi: “Stai tranquillo, abbi tanta fiducia e vivi nella pace, perché qualunque cosa succeda si va verso la Luce, vai verso la Vita, si va verso un Amore immenso e grande”. Il ritorno del Signore non sarà un ritorno e un incontro giudicante, ma pieno d’amore.