Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 02 giugno 2019
Dal Vangelo secondo Luca 24,46-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

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In quel tempo si credeva che gli uomini stessero sulla terra e Dio nei cieli: non in cielo ma nei cieli. Infatti vi erano sette cieli: nel primo vi erano fissati gli astri (luna, stelle, sole), nel terzo vi era il paradiso, nel settimo cielo c’era Dio. Fra un cielo e l’altro c’erano cinquecento anni di differenza. Quindi tutto quello che proveniva da Dio, a quel tempo, scendeva dal cielo e tutto quello che andava verso Dio saliva verso il cielo.

Sapere questo ci aiuta a capire questo brano del vangelo: in questo racconto Lc non vuole raccontarci di una separazione di Dio dagli uomini ma un’unione ancora più intensa. Con l’Ascensione Gesù non si allontana dal mondo, non è assente, ma la sua è una presenza ancora più intensa.

 

24,45 ALLORA APRÌ LORO LA MENTE ALL’INTELLIGENZA DELLE SCRITTURE

Nel versetto precedente (Lc 24,45) si dice lett.: “Allora aprì (dianoigo) loro la mente (nous) per comprendere le Scritture”. E’ solo una mente aperta che può capire le Scritture, una chiusa no!

Per comprendere le Scritture non basta leggerle ma bisogna aprire la mente. Chi si rifà a schemi, modelli e formule del passato e non apre la mente per comprendere il nuovo, può leggere la Bibbia mille volte ma non la comprende mai!

Ero sordo come una campana. Vedevo la gente che faceva ogni sorta di giravolte: la chiamavano danza. A me, che ero sordo, pareva così stupido. Ma un giorno sentii la musica e capii: quant’era bella la danza!”. Se tu non hai mai sentito l’amore, la musica, come pensi di poter leggere la Bibbia che è la lettera d’amore di Dio? Sì, la leggi, ma non puoi comprenderla.

Gli scribi erano espertissimi della Bibbia… eppure così ignoranti perché la loro mente era chiusa!