Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 16 giugno 2019
Dal Vangelo secondo Giovanni 16,12-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

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16,12 Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

r MOLTE COSE HO ANCORA DA DIRVI=lett. “molto” ho ancora da dirvi. Gesù sta dicendo che Lui continuerà a parlare anche quando non ci sarà più. La sua presenza sarà una presenza non più fisica ma reale, sarà il Maestro che insegna.

r MA PER IL MOMENTO NON SIETE CAPACI DI PORTARNE IL PESO=perché Gesù dice questo? Perché i discepoli non sono ancora in grado, capaci, di capire la portata completa di ciò che Gesù ha fatto. Gesù ha chiuso un modo di credere Dio; Gesù ha rovesciato i criteri precedenti della religione; Gesù ha portato sulla terra un amore mai prima vissuto. Cose ancora troppo grandi per i discepoli.

Man mano che noi cresciamo nell’amore comprendiamo sempre di più chi è Dio, chi è Gesù e comprendiamo la sua Parola; man mano che noi dilatiamo la nostra capacità d’amore, permettiamo a Dio di far posto nella nostra esistenza e, se permettiamo a Dio di far posto alla nostra esistenza, ecco che la sua azione sarà infinitamente più forte, incisiva e potente, di quella che attualmente noi vediamo realizzare.

L’azione di Dio nella nostra vita non dipende da lui ma dipende da noi. Se noi gli lasciamo posto e gli facciamo spazio Lui viene, progressivamente e gradualmente e ci fa diversi, ci fa nuovi, ci fa capaci di amare, di essere liberi e di vivere nella verità. Questa è l’azione dello Spirito.

Ma ci sono tre condizioni:

  1. l’APERTURA: bisogna volerlo, bisogna accettare di lasciarsi modificare da Lui; bisogna, come Maria, dirgli: “Sì”, qualunque cosa voglia dire o dovunque voglia portarmi;
  2. il TEMPO: tutto avviene progressivamente, non in un colpo solo; è un cambiamento che avviene per gradi e se avviene nel tempo ci fa totalmente diversi, nuovi, altri (=santi), da quello che eravamo all’inizio; quindi, all’inizio non si vede la differenza… ma nel tempo eccome!;
  3. lo SPAZIO: se non c’è l’amore nella nostra vita, lo Spirito non può entrare. L’amore è un vuoto accogliente che dice alle persone, alle parole, alle sorprese, agli eventi e a Dio: “Puoi entrare; puoi venire; puoi succedere; hai spazio nella mia vita; puoi starci”.

Ma se lo spazio della nostra mente, del nostro cuore o della nostra anima è tutto occupato da rancori, risentimenti, rivendicazioni infantili, egoismi, chiusure mentali, allora lo Spirito non ha spazio di entrata. Non può entrare! Non c’è la libertà, lo spazio perché Lui entri.

 

Chissà quante cose il Signore ha ancora da dirci! Chissà quante cose possiamo ancora imparare!

Chissà quanto potremo trasformarci! Chissà cosa potremo divenire!

Chissà che libertà potremo scoprire! Chissà che gioia e che amore potremo vivere!

Chissà che forza potremo sentire dentro di noi!

 

I discepoli non sono ancora però arrivati a questo livello. Ci arriveranno… ma non ora.

Gv 2,22: “Quando poi fu resuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù”. Gv 12,16: “Sul momento i suoi discepoli non compresero queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che questo era stato scritto di lui”. Gv in varie parti del vangelo annota che i discepoli non capiscono e che solo dopo la morte e resurrezione capiranno cosa Gesù ha veramente fatto (cioè la portata del suo insegnamento) e detto.

 

Ma il “non siete ancora in grado di portarne il peso” ha anche un altro senso: “Non siete in grado di accettarne le conseguenze”.

Quando un uomo si apre allo Spirito (secondo le tre condizioni) e si lascia inondare da Lui allora un tale uomo sa chiaramente che tutti i modi, le forme, le formule per rapportarsi al Signore sono importanti ma che ce ne sono anche delle altre.

Un uomo così “sente” dove Dio c’è e dove Dio non c’è (dove si parla di Dio ma non c’è Dio!); un uomo così non è più controllabile, manipolabile, perché è libero; un uomo così si lascia guidare dallo Spirito e non dalla paura degli altri, di perdere la faccia, la popolarità, ecc. Quindi, un uomo così è soggetto alle persecuzioni religiose, si attira l’odio di chi non vuol vivere secondo lo Spirito, di chi non vuole cambiare, di chi vuol lasciare le cose sempre così, di chi ha paura e di chi è invidioso.

Per questo gli uomini dello Spirito devono essere uomini dalle radici forti, profonde, radicate, perché le tempeste che incontreranno saranno molte e forti. Ma d’altronde, l’unica barca che non incontra le tempeste è quella che non esce mai dal porto!