La luce verso di noi

  

 230813 Riflessione su Mt 22,34-40.


                                                                                            

 Il ministero sacerdotale lo si esplica in maniera diversa e personale.

Si fanno le stesse cose, si compiono gli stessi gesti, si svolge il proprio dovere con competenza e capacità personali, ma ogni gesto dell’«uomo pubblico», che compie il «servizio sacerdotale» e che abitualmente si chiama «sacerdote», è posto continuamente sotto i riflettori degli ascoltatori, che, a secondo della propria cultura, giudicano e valutano ogni gesto e ogni parola.

Qualsiasi pensiero possa esprimere un sacerdote, sicuramente buono nelle intenzioni e giusto nel suo modo di vedere, viene soppesato e giudicato.

Il giudizio personale degli ascoltatori è e rimane sempre personale.

La diffusione di un giudizio personale, negativo o positivo, apporta dei benefici o dei danni. Questa è la sorte di chi vuole seguire il Signore, di chi è già immesso nel servizio sacerdotale.

Portiamo come esempio la semplice benedizione.