La luce verso di noi

  

Il Vangelo di Marco 3,1-6 si esprime in questo modo:

 

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì  un uomo che aveva una mano paralizzata e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: “Alzati, vieni qui in mezzo!”. Poi domandò loro: E’ lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?” Ma essi tacevano, e guardandoli tutti intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: “Tendi la mano!”. Egli la Tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire”.

                                                                                           

La mia riflessione si ferma a considerare quello che dice il Vangelo, confrontato con l’esperienza personale, con quanto acquisito nel tempo, anche attraverso gli studi normali e non.

Non più quello che dicono i commentatori del Vangelo e che dettano leggi e norme su come spiegare, su quello che si deve dire. Quello che dico è frutto di esperienza personale e conoscenza acquisita con gli studi.

 

La storia ancora non è cambiata. Siamo sempre alle solite. Nessuno accetta l’intervento di Dio nella propria vita o anche la sola presenza costante di un Dio, che chiamiamo amore, ma che poi non fa come vorremmo noi e ci troviamo sempre in contrasto.

 

Non possiamo dimenticare che, così come non è stata accettata la presenza di Cristo in mezzo agli uomini del suo tempo, anche oggi, qualsiasi intervento di Dio, che si comunica con gli uomini attraverso altri uomini, non viene accolto.

Basterebbe guardare magari semplicemente da Gesù Cristo in poi e vediamo tante grandiose manifestazioni di Dio nella storia, che sono state rifiutate.

 

Noi vogliamo considerare, oggi, che Cristo cerca di far capire con quale grande amore Dio Padre ha cura dei suoi figli tanto da mandare in mezzo a loro il suo Figlio Primogenito.

La scena che ci presenta il Vangelo è un segno evidente. Così come, la presenza fisica e visibile di Gesù Cristo, ha manifestato la volontà Dio, capita ancora oggi, ai nostri tempi, che Dio comunica la sua volontà per mezzo di uomini privilegiati, da Lui scelti, per condurre tutti nel suo seno paterno. Gli uomini, però, per la durezza del loro cuore non vogliono credere, anche se Dio si manifesta con eventi straordinari e miracolosi.

Gesù “si rattristò per la durezza del loro cuore”, perché non vollero capire le sue parole accompagnate col fatto concreto del miracolo.

 

Se gli uomini del tempo di Gesù Cristo non hanno accolto la sua presenza e il suo insegnamento, testimoniata da fatti straordinari e convincenti, immaginatevi se l’uomo di oggi può mai accettare quanto è stato pronunciato e comunicato da una Voce proveniente dal cielo, manifestatesi attraverso varie persone fisiche per indicare la via da percorrere.

 

Possiamo concludere facendo una considerazione di carattere spirituale.

Se gli uomini non credono ai fatti prodigiosi di Gesù, immaginatevi se possono accettare, la dimensione spirituale e mistica della Voce, cioè della persona che riceve dall’Alto un messaggio per gli uomini di ogni tempo. Già lo stesso nome apporta allergia spirituale di una certa forza.

Si tratta di una Reazione-Segno, cioè la reazione è segno di un possesso spirituale che fa già, di per sé, rifiutare l’intervento di Dio nella storia contemporanea dell’uomo.

Gesù domandò loro: “E’ lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?”. Ma essi tacevano, e guardandoli tutti intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: “Tendi la mano!”. Egli la Tese e la sua mano fu guarita”.

E i farisei, ormai sconfitti, “uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire”.

Oggi non possiamo far morire Gesù col suo corpo mortale, ma lo facciamo morire, prima in noi stessi e  poi nel cuore degli altri uomini, affermando gratuitamente che Dio non può perdere il suo tempo a parlare con gli uomini del nostro tempo. Dio ha parlato al tempo di Gesù e Gesù Cristo ha rivelato tutto e non ha più bisogno di aggiungere altro.

Ma la storia presentata dalla Bibbia ci dice ben altro, ci dice soprattutto che Dio non cessa di  parlare con gli uomini di ogni tempo e non cessa assolutamente di rivelarsi. E’ un Dio grandioso, immenso, onnipresente, onnipossente, straordinario è ha sempre qualcosa di manifestare di se stesso, solamente per amore generoso e gratuito. Non possiamo ridurlo al Dio che ha esaurito tutto se stesso, parlando nel passato …