Tendiamo molto spesso a ricavarci un posto dove nasconderci dal mondo, dalla storia, dalle responsabilità, dal dolore, da quello che accade fuori. La paura, molto spesso, è la vera direttrice della nostra vita. Le nostre scelte, i nostri cammini, le nostre decisioni sono davvero dettate dalla paura, (e che paura …. Qualcuno lo ricorderà) e non dalla verità. Dove c’è paura non può esserci verità.; non se ne ha il tempo, non se ne ha nemmeno preoccupazione. C’è tempo solo per difendersi.

Egli entra “a porte chiuse” (annota il Vangelo), quasi a significare che Cristo entra dentro di noi, dentro la nostra vita al di là delle paure e delle chiusure che ci siamo costruiti attorno. Non dobbiamo temere di essere troppo incapaci di liberarci dei nostri limiti e dalle nostre insicurezze, dalle nostre ferite e di ciò che non ci fa dormire la notte. Cristo, se vuole, entra comunque, si siede alla nostra tavola, e mangia con noi. Ma non è questo che cambia le carte in tavola. Non basta “fare esperienza” di Cristo, “sapere” i suoi insegnamenti, per poter vedere qualche risultato dentro la nostra vita. Abbiamo bisogno di essere scaraventati al di là di quel cenacolo, di uscire nella storia, di provare l’adrenalina di andare sino agli estremi confini della terra. La fede non ci chiude in noi stessi, al contrario ci apre al mondo, all’oggi, al qui ed ora allargandolo con l’orizzonte grande dell’infinito e dell’eternità. È come fare un viaggio tenendo sempre presente l’orizzonte in fondo, rifuggendo la tentazione di camminare troppo a testa bassa. E chi è che permette questa apertura? Chi è che ci riscatta dai cenacoli sigillati dalle paure? : lo Spirito Santo.

                                                                   

34. - IL ROSARIO.

 

0035. - Dopo la preghiera

 

Io, Gesù di Misericordia, vi benedico, o figlie mie dilette, e vi dico grazie per la preghiera che voi avete mantenuta dinanzi al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

 

La sorella … ha avuto il dono di una visione. Ha visto me inginocchiato in preghiera con accanto la diletta mia Madre. E in un secondo momento mi ha visto sulla croce e ai piedi della croce una suora orante per tutti i fratelli che sono nel peccato.
La suora rappresentata ai piedi della croce è la sorella che parla, …

 

La sorella vive già in uno stato … monacale, poiché essa non si concede più che nulla tranne che un poco di cibo che per la verità, in questi ultimi tempi, è diventato più abbondante. Ma la sorella al più presto inizierà un rigoroso digiuno, che finirà nel giorno di Pasqua.

Alla sorella che parla io dò in modo particolare la mia benedizione, pregandola di iniziare al più presto il digiuno per la settimana santa che già è in corso.

A lei chiedo di digiunare in questo modo.