Tendiamo molto spesso a ricavarci un posto dove nasconderci dal mondo, dalla storia, dalle responsabilità, dal dolore, da quello che accade fuori. La paura, molto spesso, è la vera direttrice della nostra vita. Le nostre scelte, i nostri cammini, le nostre decisioni sono davvero dettate dalla paura, (e che paura …. Qualcuno lo ricorderà) e non dalla verità. Dove c’è paura non può esserci verità.; non se ne ha il tempo, non se ne ha nemmeno preoccupazione. C’è tempo solo per difendersi.

Egli entra “a porte chiuse” (annota il Vangelo), quasi a significare che Cristo entra dentro di noi, dentro la nostra vita al di là delle paure e delle chiusure che ci siamo costruiti attorno. Non dobbiamo temere di essere troppo incapaci di liberarci dei nostri limiti e dalle nostre insicurezze, dalle nostre ferite e di ciò che non ci fa dormire la notte. Cristo, se vuole, entra comunque, si siede alla nostra tavola, e mangia con noi. Ma non è questo che cambia le carte in tavola. Non basta “fare esperienza” di Cristo, “sapere” i suoi insegnamenti, per poter vedere qualche risultato dentro la nostra vita. Abbiamo bisogno di essere scaraventati al di là di quel cenacolo, di uscire nella storia, di provare l’adrenalina di andare sino agli estremi confini della terra. La fede non ci chiude in noi stessi, al contrario ci apre al mondo, all’oggi, al qui ed ora allargandolo con l’orizzonte grande dell’infinito e dell’eternità. È come fare un viaggio tenendo sempre presente l’orizzonte in fondo, rifuggendo la tentazione di camminare troppo a testa bassa. E chi è che permette questa apertura? Chi è che ci riscatta dai cenacoli sigillati dalle paure? : lo Spirito Santo.

PROCESSO DI DETERIORAMENTO.

CONTINUAZIONE DELLA LOCUZIONE DEL PADRE.

GESU’ INVITA A RINGRAZIARE IL PADRE.

                                                                                                    

 

 

8. - ... continuazione della locuzione del Padre.

 

Processo di deterioramento.

 

Non subite anche voi lo stesso processo che tanti altri miei figli della terra hanno subito, o subiscono o subiranno, un processo cioé di deterioramento, o per lo meno di invecchiamento, cioé quel processo che inaridisce i vostri cuori e che svilisce completamente il vostro spirito, impoverendo la parte più bella, più tenera, più amabile di ognuno di voi.

 

Voi avete dei cuori teneri, morbidi, dei cuori fatti di carne, grembi di sangue rubicondo, quel sangue che io stesso ho creato in voi perché pulsasse nelle vostre vene, perché vi rendesse vivi, palpitanti, amorosi, amorevoli, verso il Padre, verso il Figlio, verso lo Spirito Santo e verso ciascuno di voi, di ognuno di voi.

 

Siate vicini gli uni agli altri. Amatevi come fratelli, perché siete tutti miei figli, senza alcuna distinzione, senza alcuna differenza. Voi lo sapete, lo avete sentito, lo avete appreso dai libri. Adesso lo sentite ripetere anche a me, al Padre vostro, che tramite questa povera sorella, io vi parlo, così come a voi intendo dire col il cuore di un Padre, con tutto l’amore di un Padre.