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VOGLIO INCONTRARE IL GAUDIO SANTO DELLA MIA CHIESA.

BISOGNA CHE CONDUCA LA MIA PREDICAZIONE LONTANO.

COSA POSSO DIRE IO DI UNA CROCE CHE RIMANE SPOGLIA?

                                                                   

 

AL ROSARIO DELLA SERA

 

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Oggi, 11 dicembre 1995, alla preghiera del Santo Rosario della sera.

La pace del Signore Iddio si posi su ciascuno di voi.

 

Vi benedico o figli della misericordia del Padre.

Sono Gesù, Gesù di Misericordia.

 

Torno sempre in mezzo a voi, anche stasera, afflitto da mille ambasce, sofferente per amore.

Giungo deriso, calpestato, dirupato da altezze sconfinate perché la sofferenza antica e sempre nuova, che è nell’uomo, distrugge spesso e fagocita la volontà di Dio.

Per questo mi trovo in mezzo a voi, sconfortato e afflitto, uomo dei dolori, sofferente perché angosciato da violenze antiche e nuove, perché tremebondo a causa della indicibile violenza che è nell’uomo, a causa della superbia, dell’arroganza che lo porta a vivere fuori dal mio cuore anche se sostiene di appartenere ad esso.

La mia presenza in mezzo a voi stasera è una presenza povera, sguarnita, misera, contemplante soltanto le sofferenze procurate al mio cuore dalle ambasce con le quali gli uomini continuano a destreggiarsi, dimenticandosi di me, dimentichi del loro Dio di amore e di compassionevole misericordia.

Vengo, perciò, a chiedere a voi il mio soccorso; vengo, perciò, a rinnovare, presso le vostre dolcissime e soavissime labbra, la richiesta di un pò d’amore perché sosteniate questo povero Gesu, stasera tremebondo, stasera abbandonato, stasera sconfortato.